Un bimbo muore dopo aver bevuto metadone sottratto ai genitori.
Fatto orrendo, per una vita troncata fin dall’inizio e per i genitori che saranno tormentati per tutta la loro vita.
Ho sempre pensato che anche i tossicodipendenti abbiano un’anima.
Il Governo provvederà a regolamentare l’uso del metadone, in modo più severo.
Il Governo rincorre sempre i polli quando sono fuori dal recinto.
I governi non hanno tempo di fermarsi a riflettere e far riflettere.
Da un’eternità non si tiene la Conferenza ministeriale prevista dalla legge. Da tenersi ogni tre anni, credo.
Essendo questo un sito di servizio che vuol far riflettere sulla cocaina, di per sé il metadone non ha molto a che fare.
La mia considerazione però vuole essere più generale.
Mi raccomando, generale non generica!
Può succedere che, per sbaglio, si beva l’acido muriatico, versato in una banale bottiglia di vetro. Ne succedono di cose!
Ma sotto l’effetto delle droghe, santo cielo, di cose ne succedono un po’ troppe. Anzi, anche sotto tante altre dipendenze patologiche.
Mi viene in mente quel signore che, nonostante fosse un po’ su nell’età, per i guai che stava combinando con il gioco, stava mettendo sul lastrico la moglie e le figlie sposate e con prole.
Quando ci si è dentro, quello che i tecnici chiamano compulsione, fa fare un po’ di tutto.
Certo, ti capisco ma, ripeto santo cielo, e tu dove sei?
Lo so che è una contraddizione parlare di compulsione e chiedere dove sei.
Comunque ripeto: Tu dove sei?
E forse è proprio questo il punto.
Allora aveva ragione Nietzsche che invitava a diventare ciò che si è.
Se non si opera questo processo, potrebbe succedere di trascorrere tutta una vita e di arrivare alla fine senza un minimo di definizione.
Ho vissuto e basta!
31.10.08 Sandro Cominardi




