Diventa ciò che sei

Un bimbo muore dopo aver bevuto metadone sottratto ai genitori.
Fatto orrendo, per una vita troncata fin dall’inizio e per i genitori che saranno tormentati per tutta la loro  vita.
Ho sempre pensato che anche i tossicodipendenti abbiano un’anima.
Il Governo provvederà a regolamentare l’uso del metadone, in modo più severo.
Il Governo rincorre sempre i polli quando sono fuori dal recinto.
I governi non hanno tempo di fermarsi a riflettere e far riflettere.
Da un’eternità non si tiene la Conferenza ministeriale prevista dalla legge. Da tenersi ogni tre anni, credo.
Essendo questo un sito di servizio che vuol far riflettere sulla cocaina, di per sé il metadone non ha molto a che fare.
La mia considerazione però vuole essere più generale.
Mi raccomando, generale non generica!
Può succedere che, per sbaglio, si beva l’acido muriatico, versato in una banale bottiglia di vetro. Ne succedono di cose!
Ma sotto l’effetto delle droghe, santo cielo, di cose ne succedono un po’ troppe. Anzi, anche sotto tante altre dipendenze patologiche.
Mi viene in mente quel signore che, nonostante fosse un po’ su nell’età, per i guai che stava combinando con il gioco, stava mettendo sul lastrico la moglie e le figlie sposate e con prole.
Quando ci si è dentro, quello che i tecnici chiamano compulsione, fa fare un po’ di tutto.
Certo, ti capisco ma, ripeto santo cielo, e tu dove sei?
Lo so che è una contraddizione parlare di compulsione e chiedere dove sei.
Comunque ripeto: Tu dove sei?
E forse è proprio questo il punto.
Allora aveva ragione Nietzsche che invitava a diventare ciò che si è.
Se non si opera questo processo, potrebbe succedere di trascorrere tutta una vita e di arrivare alla fine senza un minimo di definizione.
Ho vissuto e basta!

31.10.08                                   Sandro Cominardi

 
 

Invito all’anteprima del cortometraggio “TIME OUT”

 
 

Intervento di Claudia Bianchi al Congresso FeDerSerD Regionale

 
 

Questione di coscienza

Potrei descrivere con abbondanza di particolari ciò che è successo sulle strade italiane durante questo periodo estivo. Sarebbe un ottimo esercizio di giornalismo macabro. Per fortuna mia, questo esercizio proprio non mi interessa.

Mi interessa invece fare di ciò che succede un’occasione per proporre riflessioni.

Il dato di fatto.

Non sempre ma quasi, la causa di tanto disastro è dovuta a persone che guidano in stato di alterazione procurata da un lungo elenco di sostanze che modificano la coscienza.

La prima riflessione che mi viene da fare riguarda la necessità di modificare la coscienza.

Ops! Rischio di confusione verbale.

In questo caso la parola ‘ coscienza ‘ non ha nulla a che vedere con quello che una volta veniva chiamato “ esame di coscienza “.

Sarebbe troppo concedersi quella consapevolezza che induce a gioire per le cose fatte bene e a rammaricarsi per quelle fatte male.

Per ragionare attorno all’esigenza di modificare la coscienza, avrei bisogno di avere sotto mano le motivazioni elencate da chi di fatto ne fa uso. Se qualcuno volesse collaborare, farebbe un servizio prima di tutto a se stesso e poi a chi vuol assumersi il ruolo di pensatore a scopo sociale. Si potrebbe creare un forum interessante.

Intanto mi soffermo su una delle ipotesi più verosimili.

La necessità di ridurre o annullare il senso di responsabilità, per vivere appieno l’adrenalina liberata dall’incoscienza.

Bisogna ricorrere ai ripari. E chi non sarebbe d’accordo?

Rincarare le pene, aumentare i controlli, migliorare gli strumenti di analisi delle sostanze e addestrare il personale da impiegare nel controllo.

A mio parere, nulla di nuovo rispetto a tutte le reazioni avvenute in casi simili.

A nessuno viene in mente che potrebbe essere utile addestrare tutti al valore delle responsabilità. Significa ritenersi persone valide semplicemente perché si fa bene il proprio dovere e si cerca di essere felici valorizzando pensieri, emozioni e i sentimenti. Significa saper rischiare la ricerca di cose nuove che nobilitano le giornate e impediscono la noia. Anche vivere l’avventura della contrapposizione alle banalità… per non essere mammalucchi.

In questi giorni mi sono concesso di guardare alcuni spot televisivi di propaganda. In genere quando sento o vedo “ pubblicità “, cambio subito canale. Va bene qualsiasi canale, ma la PUBBLICITA’ no!.

Ne ricordo due in particolare. Uno invitava a fare la raccolta di immaginette di padre Pio, della Madonna, di tutti i santi ( soprattutto di quelli che sanno far miracoli di tutti i tipi, quindi anche di quelli economici! ) e dei vari rosari simili a quelli usati da personaggi che hanno fatto e fanno scalpore.

Un altro aveva come titolo “ I valori di una famiglia “. Finalmente qualcosa di serio, mi sono detto. Smentito subito dal fatto che si trattava della propaganda di gioielli prodotti da una famosa ditta.

E se tutti noi cercassimo di modificare la coscienza facendoci crescere l’adrenalina per reagire a questa situazione che ci sta rendendo un po’ tutti davvero stupidi?

E’ una proposta!

Sandro Cominardi

24.08.08

 
 

Santo cielo, mi hanno ritirato la patente!

immagine

Da un mio esimio maestro, e per fortuna anche amico, ho imparato una cosa davvero micidiale. Nel senso di fenomenale.
Questo mio maestro si chiama prof. Andrea Canevaro.
Chi non è stato suo alunno, potrebbe ricordarselo come colui che si è interessato degli alunni della scuola Salvemini di Casalecchio, dopo la morte di tanti ragazzi a causa di quell’aereo precipitato là dove non doveva.
Suggeriva di far diventare opportunità, tutto quello che succede. Naturalmente opportunità di crescita nella vita. Se non si cresce nella vita, tanto vale!
Si tratta di un esercizio davvero fenomenale.
Quando succede qualcosa, e di cose nella vita ne succedono tante, o subisci, o fai finta di niente, o ti fai cattivo sangue, o ammazzi qualcuno…o fai diventare la cosa una grande opportunità.
E veniamo al dunque.
Ogni giorno, e chissà perché ( si fa per dire! ) soprattutto il sabato e la domenica, tante patenti ritirate.
Se si scende nei dettagli, ci si accorge che spesso il guidatore aveva assunto cocaina.
Fermiamoci un istante e facciamo due semplici ragionamenti in croce.
Ognuno di noi, per conto suo, della sua vita può farne quello che vuole.
O meglio, non è vero neppure questo, per il semplice fatto che nessuno di noi è “per conto suo”, ma sorvoliamo!
Sta di fatto che di guai se ne combinano sotto gli effetti della cocaina.
Alt! Sequestro della macchina e ritiro della patente. Fino a quando?… Come?… Ma io con la macchina ci devo andare a lavorare!
Attenti a non farti scappare anche “ ma lei è matto”, perché le cose si complicherebbero.
Mi diceva un tale: Mi sta bene! Per la macchina mi posso organizzare in un modo diverso, per il resto, potrei decidere di non farne più uso.
Tanto sapeva che non era una cosa facile. Entra nel cervello come un trapano e si pianta lì come il moschettone nella roccia.
Credevi di essere furbo e ti trovi fottuto.
Fortunato, se te ne rendi conto!
Quel tale, usando frasi un po’ meno sintetiche e più annebbiate, si diceva e mi diceva che doveva cogliere l’occasione per dare un taglio.
Per riavere la patente, ci sono tutti quei controlli a sorpresa, tutte quelle visite! Potrebbe essere la volta buona per…
Non vorrei concludere con… e visse contento e felice. La cosa non sarebbe credibile per chi alle favole non ci crede.
Uno potrebbe continuare a guidare senza patente e, salvo schiantarsi contro una pianta, il più delle volte riesce a farla franca. E poi sotto l’effetto della neve, ti senti superiore all’universo intero e oggi ne vale davvero la pena. Tanto la vita fa schifo già per conto suo.
Però santo cielo, ragionando da uomo a uomo, due considerazioni in croce si possono anche mettere insieme.
Quello che ti è successo potrebbe essere anche una opportunità…per diventare un adulto per davvero.

Sandro Cominardi

 
 

Cartoon