- Tipo di media: LIBRO
- Data pubblicazione: 2004
- Autore: Kalinin Vadim
- Traduttore: Liberti D.
- Titolo: Un chilogrammo di esplosivo e un vagone di cocaina
- Editore: Playground (collana Madrelingua gay)
- N. pagine: 84 p
- Lingua: italiano
- Genere: brossura
- In sintesi:
Dalla caotica Russia post-comunista, Vadim Kalinin, ex leader del gruppo rock moscovita Radio Elektronnoe Pojavlenie, compone, in una miscela inedita di Gogol’ e Kerouac, l’immagine suggestiva e acuta della Russia odierna, un paesaggio di macerie morali, ma anche di grande vitalità, dove il pensiero si sloga e l’istinto regna. Diciotto racconti brevi e brevissimi in cui personaggi bislacchi si muovono sullo sfondo di una Mosca concreta e al tempo stesso magica: una catena di storie grottesche, violente, assurde, come “L’incredibile storia di Misa Styrkov e di sua moglie snaturata”, vicenda grottesca e malinconica di una moglie che spinge alla prostituzione maschile il marito.
A cura del gruppo di lavoro
formato da:
Coop La Rupe
Ser.t. Bo Nord
Ser.t. Faenza
www.2pisteperlacoca.it
IL PROGETTO:Il progetto denominato “2 piste per la coca”, è stato presentato sulla quota del fondo nazionale di lotta alla droga trasferita alle Regioni. Esso è stato avviato nel gennaio 2003, ed a fine dicembre 2004 si è concluso il suo secondo anno di attività.
La cooperativa Il Quadrifoglio, il PLOCRS Centro Accoglienza La Rupe, il SerT di Faenza, il SerT Carcere - ex Navile - dell’Azienda USL città di Bologna, quali partner del presente progetto si sono impegnati per la realizzazione dei 2 obiettivi previsti, consistenti nel:
- trovare strumenti per fare emergere il cosiddetto sommerso dei consumatori di cocaina per quantificare il fenomeno;
- predisporre trattamenti terapeutici specifici da offrire, prevedendo inserimenti brevi in strutture residenziali e/o colloqui individuali e/o di gruppo.
Rispetto al primo obiettivo si è creato il sito: www.2pisteperlacoca.itCon i seguenti obiettivi:
- Dare informazioni sulla sostanza corrette
- Possibilità di chiedere informazioni o aiuto spedendo una mail
- Possibilità di partecipare al forum interattivo
L’home page contiene i seguenti punti:
- Home
- Coca-info: Cocaina, effetti, sovradosaggio, la legge, effetti da uso cronico da cocaina
- News
- Forum
- Link
- Help
- Scrivici
- Chi siamo
Grazie al sito è stato possibile agganciare diversi cocainomani che ci hanno scritto per avere informazioni o per chiedere aiuto.
La grafica del sito riprende quella del materiale informativo prodotto durante il progetto,manifesto e card, e rispecchia precisi parametri decisi nel gruppo di lavoro:
essere riconosciuti tramite la grafica come esperti del tema, usare il termine cocaina in diverse lingue e soprattutto utilizzando “slang” per avvicinarsi alla popolazione dei consumatori di cocaina, sottolineare attraverso la grafica la comunicazione che ci può essere tra le varie diversità, rappresentate dai diversi stili in cui è scritta la parola cocaina nel sito. Le card sono state invece realizzate con l’idea che siano più facilmente trasportabili e su queste si è cercato di utilizzare anche alcuni slogan per iniziare a dare dei messaggi a chi le avesse lette . Il materiale ottenuto è stato distribuito in circa 100 locali di Bologna e provincia. La maggior parte dei gestori ha aderito all’iniziativa attaccando i manifesti nei bagni del locale (per dare la possibilità alle persone di guardare con calma il manifesto ed appuntarsi eventualmente la mail).Rispetto ai trattamenti terapeutici da offrire, invece, si sono create le seguenti possibilità:
COUNSELING:
Colloqui individuali condotti da uno psicoterapeuta rivolti a:
- famiglie dei cocainomani
- cocainomani
Obiettivi:
-
- terapia individuale
- consulenza
- sostegno
I colloqui vengono realizzati fuori dal contesto comunitario e quelli individuali sono a cadenza settimanale
Mentre quelli di coppia o familiari sono a cadenza quindicinale o mensile.
Il trattamento comprende una combinazione di metodi psicoterapeutici:
- Terapia comportamentale con lo scopo di controllare gli aspetti compulsivi della cocaina e di fare prevenzione della ricaduta.Durante i primi incontri sono importanti in particolare tre aspetti:
-
- Informare il paziente degli effetti della cocaina.
- Dare informazioni sui comportamenti a rischio nell’uso di cocaina (riduzione del danno).
- Iniziare una lettura interna del problema cocaina insieme al paziente.
- Terapia che fornisce un insight con lo scopo di comprendere e trattare le specifiche situazioni che hanno portato all’uso problematico di cocaina. E’ importante analizzare il significato che ha per la persona l’uso di cocaina: è l’attribuzione di senso il principale stimolo alla motivazione al trattamento (Moggi et al.,1999)
- Terapia sistemica con lo scopo di cambiare i modelli utilizzati nelle relazioni sociali o all’interno della famiglia e di migliorare le relazioni esaminando la funzione dell’uso di cocaina al loro interno
COLLOQUI IN CARCERE FINALIZZATI AL PROSEGUIMENTO DI UN RAPPORTO TERAPEUTICO A FINE RECLUSIONE:
Una psicologa-psicoterapeuta è disponibile, su richiesta degli operatori del Ser.t, a effettuare colloqui individuali in carcere con i detenuti cocainomani che abbiano espresso una qualche richiesta di aiuto ad affrontare la loro problematica di dipendenza dalla sostanza.
Non ritenendo il carcere un possibile contesto per iniziare un vero e proprio lavoro psicoterapeutico, gli obbiettivi dei colloqui saranno principalmente i seguenti:
- fare, in collaborazione con il Sert, una diagnosi del caso per arrivare a definire un possibile programma terapeutico successivo al periodo di detenzione.
- Creare l’aggancio con l’utente, fondamentale per il successivo programma terapeutico.
Indicativamente i colloqui in carcere potranno svolgersi con una cadenza quindicinale (o settimanale) per un numero totale di 3 o 4.
GRUPPI TERAPEUTICI AD HOC FUORI DAL CONTESTO COMUNITARIO:
I gruppi terapeutici specifici sull’uso problematico di cocaina hanno l’obiettivo di mettere a confronto le diverse esperienze dei soggetti, di insegnare tecniche pratiche del controllo del desiderio della sostanza, di progettare stili di vita alternativi e di ricostruire il sé reale tramite la valorizzazione e la scoperta delle risorse personali del paziente.
I gruppi si svolgono a cadenza quindicinale in orari e giorni compatibili con le esigenze lavorative dei pazienti fuori dal contesto comunitario
TRATTAMENTO TERAPEUTICO:
- TIME-OUT:L’obiettivo del time-aut è quello di dare la possibilità al paziente di staccare alcuni giorni dall’uso reiterato di cocaina. Viene effettuato in luoghi protetti e possibilmente appartati (non necessariamente in comunità), con il supporto di operatori e di persone fidate (parenti o amici) facenti parte della rete sociale del paziente.Il ruolo dell’ambiente è quello di creare un clima calmo che permetta al cliente di prendersi una pausa dalla sostanza e che può favorire la motivazione al cambiamento. In particolare il time-out nel week end è indicato nei soggetti che consumano cocaina soprattutto il fine settimana.
Sono insegnati in questo periodo esercizi di rilassamento ed esercizi di respirazione; può essere effettuato anche l’agopuntura che può dare notevole supporto poiché ha un effetto calmante e rilassante nei consumatori di cocaina.
Proposte di time-out:
- Week-end: (per chi ne fa un uso sociale-ricreazionale o situazionale- circostanziale): allontanamento dall’ambiente a rischio di uso, per il fine settimana, fuori dall’ambiente comunitario. Si richiede la presenza di un parente o di un amico fidato. Vitto e alloggio a carico dell’utente. Presenza dell’educatore per colloquio quotidiano, esercizi di rillassamento e di respirazione e punto della situazione.
- 15 giorni: (per chi ne fa un uso intensificato o compulsivo): in una delle c.tà della Coop. Rupe con obiettivo sanitario e di supporto medico-farmacologico dei Ser.t di appartenenza invianti. Possibilità di agopuntura ed eventuale partecipazione ai gruppi terapeutici.
- 1 mese: in una delle c.tà della Coop la Rupe con obiettivo di trattamento terapeutico. Agli utenti verrà proposto un corso ad hoc sulla cocaina: informazioni dettagliate sulla cocaina e i metodi di trattamento.
- Nei Centri che accoglieranno gli ospiti è prevista la presenza di educatori specializzati sull’argomento.
Nel caso venga valutata la necessità per il paziente di un trattamento residenziale comunitario, verranno fatti progetti personalizzati sia nei tempi, che saranno più brevi (3-6 mesi circa) e indirizzati soprattutto alla fase di reinserimento, sia per gli strumenti specifici utilizzati:
- gruppi ad hoc sulla problematica dell’abuso da cocaina
- colloqui terapeutici individuali (con l’obiettivo anche di un aggancio terapeutico che proseguirà dopo il percorso comunitario)
- ricostruzione della rete sociale dell’individuo.
- creazione di interessi e comportamenti alternativi alla ritualità legata all’abuso di cocaina.
LA RETE:
Questo progetto ha inoltre permesso la creazione di una rete tra i soggetti pubblici e privati che lavorano su queste tematiche e ha permesso la realizzazione delle seguenti azioni:
- Confronto con realtà europee grazie ad un viaggio a Ginevra ed Amsterdam con realtà del pubblico e privato insieme,
- Realizzazione di un focus group sull’uso problematico di cocaina con tutti i Ser.t di Bologna e provincia
- Realizzazione di una giornata di formazione con il Dott.Rob Van Meerten ( Olanda)
- Realizzazione di una giornata di formazione con il Dott.Pani (Ser.t Cagliari)
- Si sono costruiti contatti con un gruppo di aggancio territoriale: peer educators esperti di queste tematiche
Tutto questo percorso ha consentito la formalizzazione dell’Accordo firmato su bologna e provincia tra l’azienda Usl di Bologna ed il CEA (coordinamento enti ausiliari della provincia di bologna).
- Tipo di media: FILM
- Data pubblicazione: 01/01/1997
- Regista: Oldman G.
- Titolo: Niente per bocca / Nil by Mouth
- Genere: drammatico
- Origine: Gran Bretagna 1997
- Durata: 118′
- Vietato: V.M.14
- Sceneggiatura: Oldman G.
- Musiche: Clapton E.
- Interpreti: Burke K. (Valerie) Creed-Miles C. (Billy) Dore E. (Kate) Winstone R. (Raymond) Morse L. (Janet) Cotterill (C. (Paula)
- Produzione: Oldman / Besson / Urbansky
- In sintesi:
In un quartiere povero nei sobborghi a sud di Londra vive una famiglia di modestissima estrazione: Janet, cinquant’anni, fa l’operaia ed è l’unica a portare a casa dei soldi. Con lei vive l’anziana madre Kath. Ci sono poi i figli di Janet, Billy e Valerie di venti e trenta anni. Valerie è sposata con Ray, uomo violento e nervoso che passa il tempo a riempirsi di cocaina e a picchiare la moglie; Billy è in preda all’eroina e si lascia andare a piccoli furti. Valerie ha una bambina, Michelle, ed è in attesa di un altro figlio. Un giorno Ray accusa Billy di avergli rubato bustine di coca e lo caccia fuori di casa. Imbottito di alcool, Ray rinfaccia alla moglie di averlo tradito con un conoscente e la riempie di calci e pugni, causando la perdita del bambino. Valerie racconta di essere stata investita da un pirata della strada, ma quando esce dall’ospedale, va a casa della mamma con la piccola Michelle e lì respinge i tentativi di riconciliazione di Ray, arrivato dopo avere distrutto tutto a casa. Intanto giunge la notizia che Billy è stato arrestato. Allora la famiglia si stringe attorno a lui e, mentre decidono di andarlo a trovare in carcere, anche Ray viene di nuovo accolto in casa.
- Cenni critici:
Il film si basa sui ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza dello stesso Gary Oldman, regista/sceneggiatore, cresciuto in una famiglia operaia che viveva nei sobborghi sud di Londra. Oldman ha dedicato il film al ricordo del padre e tutta l’operazione si può considerare una sorta di riesame complessivo del proprio passato di tossicodipendente, dal quale l’autore spera di essere uscito definitivamente. Ne deriva un crudo realismo, anche se il regista evita di cadere nel compiacimento, con linguaggio molto duro, violenza a fior di pelle, relazioni affettive praticamente inesistenti.
- Tipo di media: FILM
- Data pubblicazione: 01/01/1991
- Regista: Schrader P.
- Titolo: Spacciatore (Lo) / Light Sleeper
- Genere: drammatico
- Origine: USA 1991
- Durata: 103′
- Vietato: V.M.14
- Sceneggiatura: Schrader P.
- Musiche: Been M.
- Interpreti: Dafoe W. (John LeTour) Sarandon S. (Ann) Delany D. (Marianne) Clennon D. (Robert) Hurt M.B. (Teresa) Garber V. (Tis)
- Produzione: Linda Reisman/G.MacBrown, M.Kassar per Grain of Sand Prod.
- In sintesi:
John LeTour è un quarantenne che vive spacciando droghe al servizio di Ann, che gestisce un ricco giro di affari con taglio da manager. John trascorre il suo tempo spostandosi per la città, con l’autista, per fare le diverse consegne, in genere a clienti facoltosi “bisognosi” di cocaina di qualità. John è uno strano spacciatore: ormai uscito dalla tossicodipendenza, in cui era invischiato da giovane, gli piace leggere, ha una certa istruzione, ha buon gusto nel vestire e nell’arredamento, anche se è impassibile di fronte alla violenza e al degrado irreversibile della metropoli. Ma soprattutto non riesce a dormire e, di notte, scrive su un diario gli accadimenti della giornata. Un giorno John viene turbato dall’incontro con la sua ex moglie, Marianne, un tempo anche lei coinvolta nel mondo della droga. John la ama ancora e le propone di ricominciare insieme una nuova vita, ma lei rifiuta. Incontratala di nuovo in ospedale, John scopre che la madre di Marianne, cui era molto affezionato, è morente, ma la figlia non vuole fargliela vedere. L’uomo la vedrà comunque, grazie all’aiuto della sorella di Marianne. L’ex moglie acconsente però a trascorrere qualche ora con lui e i due rifanno l’amore, intensamente; ma la donna dice a John che non dovranno più vedersi. In serata si reca per una consegna da Tis, facoltoso cliente. Qui ritrova Marianne, che si rivela essere ancora tossicodipendente, perché è completamente alterata. John non fa in tempo a lasciare l’appartamento di Tis che sente un urlo e vede il corpo di Marianne esanime sul selciato. L’uomo cerca di far luce sull’accaduto e si reca da Teresa, una veggente che gli aveva predetto una morte e un tradimento, ma la donna lo tranquillizza. Giunto da Ann, apprende che Tis lo vuole vedere e immagina che voglia disfarsi di lui, diventato scomodo testimone. Su pressioni dell’amico, Ann lo accompagna all’appuntamento. I due sono attesi da sicari. Grazie ad Ann, John riesce a ucciderli e cattura Tis. Quest’ultimo, terrorizzato, chiede pietà, ma John lo uccide inesorabilmente. considerandolo il vero artefice della morte di Marianne. John viene condannato a pochi anni di carcere, ma sa di poter contare su Ann. Tra i due il sentimento di reciproco fascino è diventato amore e, in un prossimo futuro, insieme potranno rifarsi una vita.
- Cenni critici:
Desiderio di grazia e senso del peccato tra le strade buie di Manhattan ingombre dell’immondizia accumulata per lo sciopero dei netturbini. Come già in “Taxi Driver” (di cui fu lo sceneggiatore), Paul Schrader racconta la poesia corrotta delle nevrosi urbane mettendosi questa volta sulle tracce di uno spacciatore che gira per la città in limousine, roso dal senso di colpa e dall’insoddisfazione esistenziale. (SC n. 63, p. 64) John percorre tutto il film esprimendo pensieri e sentimenti come davanti ad un muro spoglio; non vede i possibili interlocutori, non ne comprende le potenziali funzioni. Non a caso ci troviamo nel mondo della droga, nel mondo cioè di chi non vede la realtà com’è e si rifugia nell’alterazione della percezione e della visione. (Cineforum, n. 325, p. 74)
- Tipo di media: FILM
- Data pubblicazione: 01/01/1994
- Regista: Tarantino Q.
- Titolo: Pulp Fiction
- Genere: grottesco
- Origine: USA 1994
- Durata: 146′
- Vietato: V.M.18
- Sceneggiatura: Tarantino Q.
- Musiche: Rachtman K. Nelson K. Autori vari
- Interpreti: Travolta J. (Vincent) Jackson S.L. (Jules) Keitel H. (The Wolf) Thurman U. (Mia) Willis B. (Butch) Rhames V. (Marcellus)
- Produzione: L.Bender, D.De Vito, M.Shamberg, S.Sher per Miramax Int.
- In sintesi:
Una coppia di giovani in una tavola calda: Pumpkin e Honey discutono su quale sia il modo migliore per fare i soldi rapidamente e decidono di rapinare proprio il locale in cui si trovano. E’ questo il prologo di un film in cui si sviluppano tre storie autonome, ma con elementi che si intrecciano reciprocamente, senza seguire un ordine cronologico lineare. 1) Vincent e Jules, sono due killer freddi e impassibili che, al servizio di un boss di colore - il feroce e temutissimo Marcellus - uccidono due giovani colpevoli di essersi impossessati di una preziosa valigetta legata al traffico di stupefacenti monopolizzato da Marcellus. Jules, un nero imponente, ama citare Ezechiele prima di uccidere; Vincent, è un bianco che legge fumetti e si inietta eroina. Entrambi sono elegantissimi, sembrano perfettamente a loro agio e prima della strage discettano di hamburger, serie televisive, massaggi ai piedi. Compiuta la missione riportano la valigietta a Marcellus, che sta dando dei soldi a un pugile, Butch, perché perda un incontro. I due killer non sono più in giacca e cravatta, ma in calzoncini e maglietta. Vincent è preoccupato perché deve portare fuori a cena l’affascinante Mia, moglie di Marcellus. Va da Lance e Jody a comprare eroina purissima e se ne inietta una dose. La sera, Vincent e Mia vincono un premio come ballerini di twist. Affascinata da Vincent, Mia lo invita a entrare in casa, poi scambia l’eroina dell’uomo per cocaina e sniffandola va in overdose. Solo l’intervento di Lance, con un’iniezione di adrenalina nel cuore di Mia, evita il suo decesso. Vincent e Mia si accordano per non dire niente dell’accaduto a Marcellus. 2) Il capitano Koons racconta al suo figlioletto di un orologio d’oro che suo nonno ha dato a suo padre che a sua volta ha dato a lui, prima di morire. Anche Koons, prima di morire in Vietnam, darà l’orologio al figlio. Il bambino, cresciuto, è Butch, pugile dato per finito che decide di non stare ai patti con Marcellus in un march combinato e massacra di colpi il suo avversario, uccidendolo sul ring. Scappa con i soldi e raggiunge in un motel Fabienne, la sua ragazza. Si dispera quando scopre che Fabienne ha dimenticato il suo orologio d’oro nel loro appartamento e decide di ritornarvi, anche se sa che i sicari di Marcellus lo stanno aspettando. In cucina trova un fucile automatico, proprio mentre dal bagno esce Vincent che, senza il tempo di capire cosa accade, viene freddato da Butch. Mentre torna da Fabienne il pugile incrocia Marcellus ad un semaforo e lo investe, ma a sua volta è vittima di un incidente d’auto poco lontano. Marcellus, malconcio ma fuori di sé per la rabbia, lo insegue ed entrambi finiscono in un negozio di pegni, il cui proprietario li cattura. L’uomo chiama un amico poliziotto e insieme iniziano a torturare i due prigionieri. Il poliziotto sodomizza Marcellus. Butch riesce a liberarsi, mettendo fuori combattimento un uomo vestito di cuoio dalla testa ai piedi, che i due maniaci usano come guardiano. Poi libera Marcellus e uccide il commerciante, mentre il boss nero si vendica torturando a sua volta il poliziotto. Marcellus concede a Butch di fuggire con i soldi, come ricompensa per avergli salvato la vita, purché nessuno sappia mai quanto è successo. 3) Jules e Vincent sono nell’appartamento della prima storia per recuperare la valigietta. Hanno ucciso due uomini e tengono sotto tiro il terzo, ma improvvisamente ne sbuca un quarto dal bagno: spara a Jules, lo manca e viene ucciso. Jules pensa ad un miracolo divino e fa voto di cambiare vita. I due killer prendono in ostaggio l’unico rimasto in vita, ma in macchina a Vincent parte accidentalmente un colpo che fa saltare la testa all’ostaggio. Con la macchina e i vestiti zuppi di sangue e cervello spappolato, i due chiedono aiuto a Jimmy, preoccupato perché sua moglie Bonnie potrebbe tornare a casa dal lavoro. Su consiglio di Marcellus interviene il distinto signor Wolf, che fa lavare la macchina, ricoprire i sedili, poi ripulisce Jules e Vincent e li veste con magliette e calzoncini, mentre Jimmy se la ride. Nell’epilogo si torna nella tavola calda dell’inizio. Tra i clienti ci sono proprio Jules e Vincent, minacciati da Pumpkin e Honey. Jules, sulla via della redenzione religiosa, consegna a Pumpkin i soldi che ha nel portafoglio e lo convince ad andare via con Honey senza sparare. Vincent e Jules escono, in maglietta e calzoncini, per riportare la preziosa valigetta da Marcellus.
- Cenni critici:
E’ una descrizione funambolica e funerea (zolfo e cenere) dell’unico mondo rimasto, visto che di altri non resta traccia: un mondo di stupidi killer, spacciatori, boss sodomizzati da commercianti maniaci, ragazze del boss che scambiano eroina per cocaina e vengono salvate da un’iniezione di adrenalina nel cuore (…) Non c’è frontiera che delimiti il territorio di questo “ex male”, ora praticato come banalità. Nessun oltre, fuori, aldilà, traccia di altra gente, di un altro mondo che non sia stato contagiato e ridotto a cosa, da tutto quel che è uscito dal vaso di Pandora. Finita la differenza tra il normale e il patologico: semplicemente perché il normale non esiste più. (B. Fornara, CF, n. 339, p. 54) Gli ammazzamenti di Pulp Fiction, come quello del nero nella macchina, sono orribilmente comici, altrimenti sono liquidati sbrigativamente, col minimo dispendio di emoglobina (…) Il pathos del sangue di “Le iene” è scomparso, la violenza diventa comica, non più oltraggiosa (A. Pezzotta, SC, n. 71, p. 42)
- Tipo di media: FILM
- Data pubblicazione: 01/01/1991
- Regista: Base G.
- Titolo: Crack
- Genere: drammatico
- Origine: Italia 1991
- Durata: 95′
- Vietato: No
- Sceneggiatura: Bertini F. Base G.
- Musiche: Prudente O.
- Interpreti: Base G. (Rodolfo) Tognazzi G. (Michele) Ponziani A. (Roberta) Genuardi P. Pianviti G.
- Produzione: C. Bonivento per Numero Uno Intl./Raitre
- In sintesi:
Nella periferia romana vivono cinque ragazzi costantemente alle prese con i dolori della vita e la perdita delle speranze. Punto di incontro dei cinque è una palestra di boxe, in cui si tessono gli incontri, le relazioni, i sentimenti e i destini del gruppo di amici. Tra essi spiccano Rodolfo e Michele, amici prima, nemici poi, quando tra i due si frappone Roberta di cui entrambi si innamorano. Lo scontro tra i due ragazzi si prolunga sul ring. Rodolfo e Michele vogliono definire i loro contrasti affettivi con un incontro di pugilato. Michele però non è in grado di sostenere le botte poiché il suo fisico, minato dall’uso sempre più eccessivo di misture di crack e cocaina, cede. La lotta per amore si trasforma in una simbolica lotta per la vita dai risvolti drammatici e amari.
- Cenni critici:
La tragedia di cinque ragazzi di periferia annientati da droga, amorazzi e palestra, si consuma senza emozioni tra urla, compiacimenti di sangue e di sesso e ingenuità dialogiche. Probabilmente le storie di vita patinate fanno crack per definizione. (Segnocinema, n. 57, 1992).

