Come aiutarti

Per quanto concerne la parte terapeutica, abbiamo messo a punto un pacchetto progettualeflessibile che si articola in diversi moduli, utilizzabili singolarmente o come servizi combinati (resta inteso che i destinatari dell’intervento sono le persone che fanno un uso problematico di cocaina):

Proposte di trattamento residenziale (da un minimo di 15 giorni, ad un massimo di 6 mesi)

Il time out di 15 giorni è pensato per pianificare un momento di “stacco”, per garantire l’allontanamento dalla sostanza, per gestire e contenere l’astinenza. L’attenzione principale è rivolta alla cura di sé, attraverso il riposo (necessario dopo l’abbuffata), ad ascoltare i bisogni emergenti del corpo. Sono previsti in questa primissima fase contatti privilegiati con il servizio inviante o con il medico privato (qualora la persona non fosse utente del Ser.T), per garantire una costante attenzione sanitaria ed eventualmente farmacologica. Questi 15 giorni rappresentano spesso l’inizio di una relazione terapeutica proficua e di una progettualità futura improntata alla relazione d’aiuto.

Il time out di 1-3 mesi garantisce, oltre agli obiettivi del precedente, un lavoro terapeutico più sistematico, attraverso l’approfondimento delle tematiche personali, un eventuale coinvolgimento della famiglia, l’inizio di una rilettura della dipendenza attraverso strumenti psicologici, espressivi ed educativi, la pianificazione di eventuali altri percorsi terapeutici (nel periodo di residenzialità si prevede un coinvolgimento più attivo della persona all’interno della vita della comunità).

Counselling o psicoterapia proposta di trattamento terapeutico rivolta a singoli, coppie, famiglie; la cadenza delle sedute e gli obiettivi del percorso terapeutico vengono concordati con il paziente (in genere si tratta di interventi focali e quindi è preferibile effettuare almeno uno/due incontri alla settimana).

Gruppi terapeutici, a cadenza quindicinale, condotti da due psicoterapeuti (venerdì sera, dalle 19.30 alle 21.00) - l’utilizzo del gruppo come risorsa consente un confronto reciproco e paritario tra i partecipanti, attraverso la condivisione di diverse esperienze.

L’approccio metodologico impiegato, di tipo esperienziale, prevede la sperimentazione di tecniche pratiche per il controllo del desiderio della sostanza, training assertivo, role-playing.

Obiettivi fondanti sono: progettare di stili di vita alternativi, e favorire la ricostruzione del sé reale tramite la valorizzazione e la scoperta di limiti e risorse personali.

Time-out del weekend (“weekend fuori dalle righe”) si tratta di una proposta che riteniamo essere indicata anche per i consumatori che fanno un uso ricreativo/situazionale di cocaina, e per i quali il fine settimana appare un periodo particolarmente critico, scandito da una ritualità legata al consumo (il target è costituito da una parte dai fedeli agli appuntamenti del mondo della notte, ai rituali di consumo smodato del fine settimana, e dall’altra da soggetti sensibilmente a rischio di sviluppare un problema di dipendenza). L’esperienza, rivolta a piccoli gruppi, dai 4 ai 12 partecipanti, si svolge ogni terzo weekend del mese, dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, in un luogo accogliente e che favorisce il raccoglimento (Cà Nova, in località Montefredente, sull’Appennino bolognese).

Il “laboratorio” si pone come obiettivo di mettere al centro la persona, con il suo potenziale espressivo, tra limiti e linee di forza, e favorire una parentesi sia ludica che terapeutica, volta a stimolare le risorse spontanee e creative dei partecipanti, attraverso la sperimentazione di nuovi modi di “vivere il tempo” e divertirsi (s’intende infatti promuovere il passaggio dal divertimento trasgressivo al divertimento espressivo). Idea guida è quella di generare opzioni ed “esperienze parallele”: un’occasione per pensarsi e viversi in un’esperienza di crescita personale in piccolo gruppo, di riflessione e cura, capace di offrire primariamente un distacco strutturato dalla quotidianità, dai percorsi reiterati del fine settimana e del mondo della notte. Viene a tal fine proposto un programma dettagliato, caratterizzato da momenti ludici, di riflessione motivazionale e di analisi del vissuto che attingano al profondo desiderio di ritrovare positivamente se stessi. I partecipanti sono invitati a coinvolgersi attivamente in esercitazioni e simulate da discutere ed elaborare insieme (si spazia anche nell’utilizzo di tecniche espressivo-corporee…) Una coppia di conduttori tiene le fila dell’intero processo terapeutico, analizzando col gruppo le dinamiche e i vissuti che emergono; anche la residenzialità e la condivisione dei momenti informali sono considerate parte integrante dell’esperienza.

E’ stata attivata in via sperimentale, con analogo target e finalità, anche un’uscita serale al mese.

Colloqui in carcere: rispetto a questa proposta trattamentale si lavora da subito in rete col Ser.T.

Gli obiettivi sono: valutazione del caso e definizione di un possibile programma terapeutico successivo al periodo di detenzione (s’intendono porre, attraverso i colloqui esplorativi, le basi per il possibile proseguimento di un rapporto terapeutico a fine reclusione).

Dopo un’accurata analisi del caso (l’iter diagnostico è sempre un punto cruciale della fase di accoglienza nell’idea di valutare la possibilità di una presa in carico), si approda alla definizione di un progetto personalizzato col paziente. Il contratto terapeutico è da realizzare, quando coinvolto, in stretto raccordo con il Ser.T. di riferimento (quest’ultimo rimane infatti in prima linea nella gestione degli aspetti medici e farmacologici, nel monitoraggio dello stato d’astinenza e nella verifica in itinere del percorso proposto).