POVERI “DROGATI”

Trieste, dodici-quattordici marzo 2009, Quinta conferenza sulle tossicodipendenze.

Ho partecipato a quella di Palermo, di Napoli e di Genova.

A questa non ci sono stato, ma ho fatto di tutto per informarmi. Ho guardato fuori dalla finestra e mi sono trovato con il muro davanti.

Spiego la metafora. Cerco sui giornali, ma nessuno ne parla, vado su internet e ci trovo qualcosa alla voce “Salute”… Semplici notizie degli interventi e delle dichiarazioni di qualcuno, per qualche sigla e per difendere non si sa chi e non si sa che cosa.

Meno male che c’è Maurizio Gasparri che sa parlare chiaro: tutti in comunità, perché il recupero è un obbligo e le comunità sono le uniche che salvano. Nei Ser.T, cioè nei Servizi pubblici, operano solo degli incompetenti.

Naturalmente ho esagerato un po’, ma il contenuto delle sue parole scandite nei telegiornali con la supponenza che gli appartiene, è stato il suo prezioso contributo di approfondimento.

Il bello è che non ho trovato contestazione. O perché non ne vale la pena o perché ha ragione o perché ognuno può dire quel che vuole, tanto dei “drogati” ognuno può sempre dire e fare quello che vuole.

A dire tutta la verità, alcune notizie fondamentali per capire la Conferenza di Trieste sono trapelate. Per esempio, Andrea Muccioli non c’era. Qualcuno ha aggiunto che si trovava a Vienna, su un palco di maggior prestigio e risonanza. Nessuno ha detto: e chi se ne frega!

Altra notizia.

Si è parlato anche di “ Riduzione del danno” cioè di come aiutare tutti, anche quelli testardi, irriverenti e fedifraghi che non ne vogliono proprio sapere.

La notizia sta nel fatto che sembra che ci sia stata un po’ di apertura, anche da parte di chi non ne voleva neppure sentir parlare.

Il sottoscritto, credo una ventina di anni fa, ha partecipato ad un convegno internazionale tenutosi a Firenze, proprio sul tema Riduzione del danno.

Tanti, ma proprio tanti anni fa.

Non solo è da vent’anni che se ne parla, ma di fatto si lavora in questa direzione quasi da sempre, però alla Quinta Conferenza Ministeriale di Trieste se n’è parlato, finalmente con qualche apertura!

Ultima notizia importante.

Monsignor Pierino Gelmini ha inviato alcune sue considerazioni. Chi lo desidera su internet può trovare notizie su monsignor Pierino Gelmini e così potrà capire quanto sia stato importante che anche Lui abbia mandato le sue considerazioni.

A proposito di comunità.

Mentre cercavo, mi sono imbattuto nei centri di disintossicazione di Narcon. Parchi, saune, tisane, per eliminare le tossine e studi per incapsulare le menti. Finalmente la soluzione al “ recupero dei drogati”! Non ci avevo mai pensato!

Suvvia, parliamone un po’ seriamente.

Le tossicodipendenze, come tutte le dipendenze che impediscono di vivere liberamente e responsabilmente la propria esistenza, sono un problema drammatico. Chi chiede aiuto lo fa perché… vuole essere aiutato.

Ognuno con la sua storia, le sue capacità, i suoi tempi.

Le dipendenze implicano il coinvolgimento di tante professionalità e sensibilità.

Le persone che hanno il problema della dipendenza quando chiedono aiuto, chiedono di essere capiti e accompagnati e non di essere standardizzati in servizi sclerotizzati dal tempo.

Anche quelli accreditati potrebbero essere sclerotizzati già dal momento dell’accreditamento.

Qualcuno, che naturalmente mi conosce bene, mi definisce come patologicamente inquieto.

Ecco, uno patologicamente inquieto, che da trent’anni lavora con persone che hanno questi problemi, vorrebbe affidare ai “drogati” alcuni consigli di orientamento.

Anzi, un consiglio soltanto.

In Italia esistono servizi e professionisti di cui davvero ci si può fidare. Debbono avere però alcune caratteristiche semplici: di loro se ne parla poco, non promettono miracoli, accolgono e coinvolgono con competenza e sensibilità e sanno privilegiare la risposta al bisogno piuttosto che mettere al centro schemi prefissati o interessi di altro genere.

Alla Quinta Conferenza Ministeriale di Trieste sulle tossicodipendenzevquesta volta non ci sono stato, il mio consiglio comunque potrebbe servire per non scoraggiarsi troppo.

Di persone serie ce ne sono ancora tante!

20.03.09 Sandro Cominardi

 
 
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