Il fatto.
In un liceo scientifico di Firenze, ( il nome non ci interessa ) lezione di prevenzione, definita Riduzione del Danno.
“ Fai attenzione alle dosi. La prima volta prendi al massimo la metà di quella degli altri. Non puoi sapere come reagirai. Se il bruciore alla cavità nasale è forte, o il naso sanguina, o si formano croste, smettila di sniffare… “
Alcuni alunni portano il depliant ai genitori che, giustamente, vanno a parlare con il Preside.
Questi, che era all’oscuro di tutto, avvia un’indagine.
Non è mia abitudine esprimere giudizi.
Questa volta però faccio proprio un’eccezione.
Io stesso, circa una decina di anni fa, ho promosso un simile incontro, gestito da un medico e da uno psicologo.
Attenzione però, l’incontro avveniva in una comunità per persone con problemi di tossicodipendenza e la lezione iniziava con una premessa non indifferente.
“ Visto che siete in una comunità per emanciparvi dalla dipendenza, tenete fede all’obiettivo importantissimo che vi siete posti e cioè di “ dargliela su “, come si dice a Bologna. Nel caso però risultasse che un domani proprio non ci siete riusciti… “
Ecco il mio giudizio.
Questa volta la ragione va proprio data ai Genitori e fa bene pure il Preside ad avviare un’inchiesta. Quindi gli uni e l’altro giustamente con la lettera maiuscola.
La reprimenda ai tecnici a cui si potrebbe dire di cambiare mestiere.
Visti però i tempi che corrono, si può almeno proporre o un po’ di riposo o un lungo corso di formazione. Anche permanente, se è il caso.
Carissimi formatori, sarebbe come insegnare a tendenziali piromani come funziona la benzina con i fiammiferi.
In questo modo non solo non riducete il danno, ma squalificate coloro che si stanno impegnando a sostenere che la “ Riduzione del Danno “ come intervento è parte integrante dei processi di recupero.
E’ già così difficile convincere i perbenisti che dicono ‘ basta volere che tutto si ottiene ‘, magari ricorrendo alla Grazia di Dio, se poi vi ci mettete pure voi…
15.01.09 Sandro Cominardi


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