Un Kit che fa discutere

L’idea è venuta al ministro Livia Turco. Un “rilevatore” per verificare se il proprio figlio/a ha assunto sostanze “proibite”. Idea fatta propria dal sindaco di Milano e ora in discussione presso diversi consigli comunali. Bologna compresa.

Destra e sinistra che si contendono le ragioni dei pro e dei contro.

Assolutamente niente di nuovo. Gli stessi schieramenti e i soliti ragionamenti attorno ai pro e ai contro, ogni volta che si parla di droghe.

Proviamo a fare una simulazione.

Mio figlio ritorna a casa molto tardi il sabato mattina. Lo vedo stravolto. Io e mia moglie, questa volta concordi, lo assaliamo con il famoso rilevatore di sostanze. Tutto bene! Ma sarà proprio vero? Stesso risultato la seconda volta. Meno male! Nostro figlio ha fatto molto tardi ma, poveraccio, alla sua età ha tutte le ragioni per divertirsi. Si è giovani una sola volta nella vita!

Il rilevatore di sostanze tranquillizza o preoccupa i genitori a secondo dei risultati.

E poi cosa succede?

Il vero problema sta proprio qui.

Che cosa è successo prima e che cosa succede dopo.

E se la sua ragazza l’avesse lasciato? Se si fosse accorto che lui proprio l’università non riuscirà mai a portarla a termine? Se si stesse accorgendo che la sua vita non ha un senso e non riesce proprio a trovarne uno? E se…

Come essere pronti a dialogare attorno su cose che contano per davvero? Quali le relazioni che permettono un vero rapporto fatto di affetto e sicurezza, regole e libertà?

Perché non studiare un Kit che rilevi la qualità delle relazioni?

Sandro Cominardi

 
 
Discussion

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Comments
1.
On Marzo 10th, 2008 at 21:20, anonimo said:

già me li vedo sti poveri genitori alle prese col simpatico adolescente che non vuol far la piscia… non abbiamo un po’ sbagliato i ruoli?

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